Era il 29 giugno 2023. Da meno di due mesi l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato conclusa l’emergenza Covid-19 quando a Vibonati arrivò un gruppo di turisti dal Belgio. Avevano un obiettivo preciso: vedere con i propri occhi, e fotografare, la Porta Blu, l’ingresso dipinto nel centro storico del borgo che avevano scoperto nelle foto condivise sul web.
Una porta vista sul web e le telecamere del TGR

Quel giorno in paese c’era anche una troupe del TGR, il telegiornale regionale di Rai 3. Seguì la visita e intervistò una signora del gruppo, che davanti alle telecamere raccontò cosa l’aveva spinta fin lì: le foto della Porta Blu che giravano online. Un viaggio partito dal Belgio per un’immagine vista su uno schermo.
La porta, allora, era una novità anche per Vibonati. L’aveva dipinta pochi mesi prima Carmelo Fittipaldi, un privato cittadino, per abbellire il rione. Eppure già fermava turisti e curiosi lungo le stradine del centro storico: chi si soffermava sulle sfumature di colore, chi scattava la foto ricordo.
Così una porta di paese, nata da un’iniziativa privata e fatta conoscere dalle foto di viaggio condivise sui social, portò le telecamere della televisione regionale in un borgo collinare del Golfo di Policastro.
Il servizio del TGR sulla Porta Blu
L’intervista andò in onda su Rai 3 nella rubrica «Il TG Itinerante» del TGR Campania. Il servizio si può rivedere qui.
Perché la Porta Blu di Vibonati ricorda Ostuni
L’idea viene dalla più famosa casa con la porta blu di Ostuni, in Puglia. A Vibonati, però, la porta non è di un blu solo: Carmelo Fittipaldi l’ha dipinta con diverse tonalità di azzurro e verde, a fasce ondulate, che danno un tocco di colore tra i portali in pietra del centro storico.

Dove si trova la Porta Blu nel centro storico di Vibonati
La porta è lungo il percorso che sale al Santuario di Sant’Antonio Abate, a due passi da Piazza Carceri. Cercarla è un buon pretesto per girare a piedi il borgo medievale, cresciuto intorno a un antico fortino.
Poco distante dal santuario c’è l’arco di Sant’Antonio, con i porticati anneriti dal tempo che conservano l’atmosfera del sagrato. Lungo le stradine i portali in pietra raccontano le casate che si sono succedute nei secoli: tra i palazzi nobiliari c’è Palazzo De Nicolellis, che nel 1860 ospitò Garibaldi. In piazza Nicotera la fontana del 1904 è ancora oggi il punto d’incontro del paese.


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