Profilo
Cosentini è una frazione collinare di Montecorice, a 309 metri sul livello del mare: qui sorge la chiesa del Santissimo Salvatore «della Socia», da secoli la parrocchia comune a Cosentini, Fornelli, Zoppi e Ortodonico.
Frazione di Montecorice·Provincia di Salerno·Macro-Hub Cilento Costiero·309 m s.l.m.
Identità e Posizione
Il borgo sorge a meno di due chilometri dal capoluogo, sul versante del Monte della Stella, in un punto dove da secoli si incrociano le strade: la chiesa dell’Assunta, in piazzetta Angelo Rossi, segna il crocevia delle vie per Perdifumo, Montecorice, Ortodonico e Serramezzana. Il mare è a pochi chilometri e addolcisce il clima, con estati calde e secche. Secondo le descrizioni locali il centro storico conserva un impianto antico, con case in pietra e una strada lastricata che lo attraversa.
Sull’origine del nome non ci sono certezze: il richiamo a Cosenza, suggerito dal cognome Cosentini, resta un’ipotesi senza documenti.
Storia e Carattere del Paese
Il Comune lo documenta dal 1116 come casale della Socia dipendente da Ortodonico; concessioni di terre del 1257 e del 1312 ne parlano di nuovo. Proprio perché dipendeva da Ortodonico, osserva lo storico Mazziotti, Cosentini non compare nei documenti della baronia del Cilento. Il nome Socia viene da sors, le quote di terra assegnate alle famiglie in età longobarda; in dialetto la chiesa è ancora ‘a Chióva.
Dopo la divisione della baronia il casale fu venduto nel 1553 a Francesco del Pezzo e passò poi a diversi feudatari, tra cui i Landulfo, fino ai Borgia, che lo acquisirono nel 1673 e vi diffusero la coltura della vite, con vigneti, uliveti e ficheti, torchi in legno e palmenti in pietra per il vino. Vicino al centro resta il palazzo baronale dei Borgia e dei Landulfo, con l’adiacente cappella di San Francesco e le cappelle gentilizie di San Domenico e di Santa Lucia.
Dal Trecento esisteva la cappella di Santa Maria del Valloncello, poi diventata convento agostiniano: soppresso nel 1652, fu fino ai primi del Novecento un luogo di accoglienza per i neonati illegittimi, destinati all’adozione o all’Annunziata di Napoli. Sui suoi resti sorge la chiesa dell’Assunta, con una facciata tripartita di gusto neoclassico. Antica è anche la Confraternita del Santissimo Rosario di Socia, forse nata prima del 1571 e legata dalla tradizione alla battaglia di Lepanto: il Venerdì Santo i confratelli, in camice bianco e mozzetta, visitano gli altari della reposizione dei paesi vicini cantando antichi testi sulla Passione, e un tempo praticavano la disciplina.
Ambiente e Territorio
Il Carnevale tradizionale, il «Carnuluvaro mio», è la festa che più identifica il borgo. Secondo le descrizioni locali la mascherata attraversa le vie con visite casa per casa, dove si chiedono polpette e vino, poi la ballata della Zeza e la tarantella, fino al rogo finale del Carnuluvaro; tra i personaggi ci sono Zeza, Pulcinella, la sposa, il prete e il diavolo. Dal 2025 il centro storico ospita il museo all’aperto «Maschkari e suoni pe sta via», ideato dall’associazione Euphòria con il contributo del Parco: pannelli in maiolica dell’artista Mariana Gonzales raccontano i personaggi e i momenti della festa, e con i codici QR si ascoltano le voci degli anziani e si vedono le immagini delle ultime edizioni. Nel 2026 il percorso si è allargato ad altri vicoli.
Intorno si stendono colline di uliveti, ginestre e macchia mediterranea, con la vista che si apre verso il mare di Montecorice.
Domande Frequenti su Cosentini
Cos’è la Socia di Cosentini?
È l’antica comunità religiosa di quattro borghi, Cosentini, Fornelli, Zoppi e Ortodonico, che fanno capo alla chiesa del Santissimo Salvatore «della Socia», a Cosentini, e formano un’unica parrocchia. Il nome viene da sors, le quote di terra assegnate alle famiglie in età longobarda.
Cos’è il Carnuluvaro mio?
È il Carnevale tradizionale di Cosentini, una mascherata per le vie del borgo con i suoi personaggi, la ballata della Zeza e il rogo finale del Carnuluvaro. Dal 2025 lo racconta anche il museo all’aperto «Maschkari e suoni pe sta via», con pannelli in maiolica e codici QR.
Cosa si vede a Cosentini?
La chiesa del Santissimo Salvatore della Socia, la chiesa dell’Assunta sui resti di un convento agostiniano, il palazzo baronale dei Borgia e dei Landulfo e il museo all’aperto del Carnevale nei vicoli.
scendere a Fornelli, verso la valle del Rio Roviscelli · raggiungere Ortodonico, il borgo della torre, anch’esso nella Socia.
Un sapore del posto: l’impaccata di fichi alle mandorle, dolce tipico di Cosentini.
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