Sacco
Profilo
Sacco è un borgo del Vallo di Diano e Alburni, a 600 metri sul livello del mare ai piedi del Monte Motola: sopra il paese, su una rupe a strapiombo sulla valle del Sammaro, restano le rovine di Sacco Vecchio, l’abitato fortificato da cui gli abitanti scesero tra il IX e l’XI secolo.
Provincia di Salerno·Macro-Hub Vallo di Diano e Alburni·600 m s.l.m., ai piedi del Monte Motola
Identità e Posizione
Il comune confina con Corleto Monforte, Laurino, Piaggine, Roscigno e Teggiano, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il suo territorio, di poco meno di ventiquattro chilometri quadrati, sale dai circa 280 metri del fondovalle fino ai circa 1.700 metri del Monte Motola, con il massiccio del Cervati poco lontano: un paese di montagna, legato alla valle del Calore e non alla costa.
Sul nome restano più spiegazioni, nessuna dimostrata. Il latino saccus richiamerebbe il primo insediamento di Sacco Vecchio, chiuso tra valli profonde e quasi senza uscite, come in un sacco. Una leggenda lo lega invece a Saccia, la nobildonna rinchiusa nel castello: distrutto il castello, gli abitanti avrebbero chiamato il nuovo borgo con il suo nome. Altri pensano a un nome di persona o di famiglia.
Storia e Carattere del Paese
La storia di Sacco comincia in alto, a Sacco Vecchio, su una rupe a strapiombo sulla valle del Sammaro. Secondo il Comune il sito era frequentato già intorno al 1000 avanti Cristo: sono state segnalate basi di muri a secco, fondazioni di case, ceramiche e laterizi, e altri materiali sembrano appartenere a una comunità del IV-III secolo avanti Cristo. Dal VI secolo vi si sarebbero insediati Longobardi e monaci basiliani, che costruirono una fortezza con la sua cinta muraria, le abitazioni e una chiesa dedicata a San Nicola, che la tradizione chiama Zatalampe, «cerco la luce».
La tradizione attribuisce il castello, intorno al 600, al duca longobardo Zottone di Benevento, che lo avrebbe voluto per fronteggiare i Bizantini oltre il Cervati; la leggenda racconta che vi rinchiuse la moglie Saccia per un presunto adulterio. Tra il IX e l’XI secolo, forse per una pestilenza o per le guerre, il sito fu abbandonato: gli abitanti scesero ai piedi del Monte Motola e fondarono il paese di oggi intorno a una nuova chiesa dedicata a San Silvestro, che secondo uno storico locale fu completata nel 1056. Di Sacco Vecchio restano i muri, le basi delle fortificazioni, i resti delle case e della chiesa, su un’area che le fonti stimano in circa tremila metri quadrati, raggiungibile con un sentiero.
San Silvestro è ancora il patrono, festeggiato il 31 dicembre con la liturgia nella chiesa parrocchiale, la musica e la festa in piazza del Popolo; l’edificio che si vede oggi è descritto dalle fonti turistiche come barocco, del Seicento. Nel centro c’è anche la chiesa di Sant’Antonio, con davanti una croce datata 1601; alcune fonti locali attribuiscono il suo campanile all’XI secolo, una data che attende conferme. Per secoli la vita del paese ha seguito i ritmi della montagna: pascoli e transumanza, la lavorazione della lana, i latticini e la pasta fatta in casa. Ne resta traccia anche nella capanna italica, il riparo dei pastori costruito con pietre, legno e ginestre.
Ambiente e Territorio
Il Sammaro, uno dei principali subaffluenti del Calore, nasce da sorgenti sotterranee ai piedi del Motola e scava sotto il paese una gola profonda tra pareti di roccia calcarea, con piccoli salti d’acqua e una vegetazione fitta. Vicino alle sorgenti si apre la Grotta di Jacopo, o Grotta Grande di Sacco, che la scheda del Comune indica come abitata da una comunità di pastori nella media età del Bronzo, tra il XV e il XIV secolo avanti Cristo; le fonti escursionistiche raccontano che fu anche un rifugio dei briganti dopo l’Unità.
Più a valle, un ponte ad arcata unica costruito negli anni Sessanta scavalca la gola e collega Sacco a Roscigno: le fonti ne indicano l’altezza tra i 130 e gli oltre 150 metri. Sopra il paese il Monte Motola, con i suoi circa 1.700 metri, è una delle mete escursionistiche del Cilento interno; intorno si alternano boschi di lecci e roverelle, ginestre e macchia mediterranea.
Domande Frequenti su Sacco
Dove si trova Sacco e a quale Macro-Hub appartiene?
Sacco fa parte del Macro-Hub Vallo di Diano e Alburni, in provincia di Salerno: è un comune di montagna ai piedi del Monte Motola, tra Roscigno, Piaggine e Teggiano.
Cos’è Sacco Vecchio?
È il sito dell’antico abitato fortificato, su una rupe a strapiombo sulla valle del Sammaro: frequentato già in epoca antica, secondo la tradizione ospitò un castello longobardo e una chiesa di San Nicola, e fu abbandonato tra il IX e l’XI secolo. Oggi ne restano le rovine, raggiungibili con un sentiero.
Chi è il patrono di Sacco?
San Silvestro, festeggiato il 31 dicembre: la chiesa a lui dedicata è quella intorno a cui nacque il paese attuale.
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