Profilo
Massa è una frazione collinare di Vallo della Lucania, a 470 metri sul versante del Monte Gelbison, poco più in alto del capoluogo, tra Vallo e Novi Velia: un antico casale che fino al 1808 ebbe una sua università autonoma e che nella chiesa di Santa Maria della Vittoria conserva la memoria della battaglia di Lepanto.
Frazione di Vallo della Lucania·Provincia di Salerno·Macro-Hub Cilento Interno, Gelbison e Valle del Calore·470 m s.l.m.
Identità e Posizione
Il borgo sorge a circa un chilometro e mezzo dal centro di Vallo e a poco più di un chilometro da Novi Velia, e conserva l’impianto dei casali del medio Cilento: case in pietra del posto, stradine e vicoletti che si incrociano in piccoli slarghi, raccolti intorno alla chiesa parrocchiale e al suo campanile. Nelle carte e nell’uso locale compare anche come Massa della Lucania e, nei documenti più antichi, come Massa di Novi.
Il nome viene dal latino massa, che indicava un fondo agricolo con le famiglie di coloni che lo lavoravano: già il Giustiniani, nel suo dizionario del Regno di Napoli, lo spiegava come «una villa colla sua famiglia rustica per coltivarla». Secondo una ricostruzione storica locale il toponimo, come quello della vicina Massascusa, sarebbe legato alle famiglie arrivate nella zona intorno al X secolo al seguito dei monaci italo-greci.
Storia e Carattere del Paese
Massa fu a lungo un casale dello stato di Novi: le sue famiglie, di origine longobarda secondo il Giustiniani, erano assistite dalla chiesa di Santa Maria dei Lombardi di Novi. Il primo documento certo è nei Registri Angioini: il 1° dicembre 1271 il re ordinò di riscuotere a Massa i residui delle tasse di quattro famiglie. Nel Quattrocento il casale era un suffeudo dei Valenzano, nel 1538 Ettore Pignatelli lo concesse a Barnaba Pinto di Vallo con il titolo di barone, e nel Seicento tornò ai Valenzano di Napoli. Nel 1808, con la riforma voluta da Gioacchino Murat, Massa fu annessa al Comune di Vallo insieme ad Angellara e Pattano.
La chiesa nacque da una richiesta dell’università, la comunità del casale, al duca di Monteleone, della famiglia Pignatelli: la prima pietra fu benedetta il 24 agosto 1588. Il duca la voleva dedicata a Santa Maria della Concezione, ma la duchessa Geronima Colonna, vedova di Camillo Pignatelli e sorella di Marcantonio, l’ammiraglio della flotta pontificia a Lepanto, chiese che fosse intitolata a Santa Maria della Vittoria, in ricordo della battaglia del 7 ottobre 1571. In origine era annessa a un convento dei Padri Cappuccini. Divenne parrocchia con una bolla del 5 gennaio 1681, ma il clero di Novi continuò a rivendicarne il controllo: secondo le cronache, quando i preti di Novi si presentarono per esercitare i loro diritti furono respinti dalla popolazione, soprattutto dalle donne, e la causa si trascinò nei tribunali fino al 1778.
Il carattere del paese si legge anche nel lavoro e nelle rivalità. Nel Seicento a Massa era fiorente la lavorazione delle funi, e ai primi del Novecento era attiva una cereria. Con Vallo i rapporti restarono tesi a lungo: nel 1872 un tafferuglio con i militari del presidio di Vallo fece temere una rivolta e il villaggio fu assediato per tre giorni, finché l’equivoco non fu chiarito. Si ricordano ancora le sfide con la fionda sulla Tempa della Serra e le sassaiole della Settimana Santa, quando gli abitanti dei due paesi si ostacolavano la visita ai sepolcri: una rivalità durata, secondo le fonti locali, fino al 1960.
Ambiente e Territorio
Intorno al borgo si stendono le colline del Cilento interno, con uliveti, orti e aree agricole che salgono verso il Monte Gelbison, la montagna del santuario della Madonna di Novi Velia. Il territorio è compreso nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Del campanile della chiesa si nota la struttura: una base quadrata su cui si alzano tre livelli ottagonali chiusi da una cuspide; all’interno, nonostante i restauri, restano tracce degli affreschi del primo impianto.
La festa più sentita è quella di Santa Maria della Vittoria, il 7 ottobre, anniversario di Lepanto. A differenza di molti centri del Cilento, dove il culto nato da Lepanto è passato alla Madonna del Rosario, Massa ha conservato il titolo originario della Vittoria, che dà il nome anche alla parrocchia. Alla stessa memoria si lega la rievocazione storica in costume della battaglia di Lepanto, messa in scena per la prima volta nell’agosto del 2011 dall’associazione «Amici di Nino» con la parrocchia, con il corteo della famiglia Pignatelli-Colonna, la scena della donazione del suolo per la chiesa e un banchetto ducale di piatti cilentani.
Domande Frequenti su Massa
Perché la chiesa di Massa è dedicata alla Madonna della Vittoria?
Perché, quando la costruzione iniziò nel 1588, la duchessa Geronima Colonna, sorella dell’ammiraglio Marcantonio Colonna, chiese di intitolarla a Santa Maria della Vittoria in ricordo della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Il duca di Monteleone l’aveva pensata dedicata a Santa Maria della Concezione.
Massa è una frazione di Vallo della Lucania o di Novi Velia?
È una frazione di Vallo della Lucania, a cui fu annessa nel 1808 insieme ad Angellara e Pattano. Prima era un casale dello stato di Novi, e per questo nei documenti antichi è chiamata anche Massa di Novi.
Quando si festeggia la Madonna della Vittoria a Massa?
Il 7 ottobre, anniversario della battaglia di Lepanto. Il programma religioso cambia di anno in anno ed è curato dalla parrocchia di Santa Maria della Vittoria.
scendere a Vallo della Lucania, il comune capoluogo · raggiungere Angellara, la frazione sorella · salire verso Novi Velia, l’antico centro della baronia.
Abbiamo notato che usi un blocco pubblicità. Gli annunci ci aiutano a mantenere gratuito questo servizio — se ti va, valuta di disattivarlo per WebCilento.



















