Oasi Cascate Capelli di Venere
Profilo
La cascata Capelli di Venere è a Casaletto Spartano, in provincia di Salerno, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: un velo d’acqua che scende su un terrazzo di travertino verde di muschio e finisce nel Rio di Casaletto. È una cascata «viva», perché il calcare dell’acqua continua a depositarsi e a farla crescere, ed è nata poco più di un secolo fa, dalle acque del Sorgitore. Fa parte dell’Oasi Naturalistica Capelli di Venere, l’area del Comune che comprende anche la sorgente, un mulino ad acqua del primo Novecento e un’area attrezzata lungo il torrente.
Casaletto Spartano (SA), lungo la SP16·Pochi passi dalla strada alla cascata·Biglietto d’ingresso, gratis per i residenti·Bagno vietato nel torrente e nelle sorgenti
Cosa si vede
Dalla strada provinciale bastano pochi passi per arrivare davanti alla cascata. L’acqua cade in tanti rivoli sottili da una parete coperta di muschio e di capelvenere, la felce da cui viene il nome: non sono i getti d’acqua a ricordare dei capelli, ma la pianta che cresce sulle rocce bagnate. Sotto il muschio l’acqua, ricca di calcio, lascia il suo calcare e forma il travertino, la pietra porosa su cui poggia la cascata. Il terrazzo cresce di un piccolo spessore ogni anno, e prima o poi crollerà in parte e ricomincerà a formarsi.
La cascata è nata dal lavoro dell’uomo. Tra il 1906 e il 1910, su progetto dell’ingegnere Francesco Perazzi, furono costruiti il Sorgitore, la vasca in muratura che raccoglie l’acqua della sorgente, e il mulino ad acqua più a valle: l’acqua in più che usciva dal troppo pieno cominciò a scorrere dove oggi c’è la cascata, che da quando il mulino fu chiuso, negli anni Cinquanta, riceve tutta l’acqua in modo permanente. Sopra la cascata passa il Ponte del Diavolo, fatto di blocchi di travertino: il nome viene da quanto era stretto e pericoloso per chi lo attraversava con gli asini carichi di grano diretti al mulino.
Il mulino si può visitare. Il macchinario è stato ricostruito nel 2022 con un finanziamento del Parco, mentre la turbina è ancora quella originaria; le macine sono di tipo «La Ferté», una pietra pregiata che veniva dalle cave vicino a Parigi. Lungo la strada c’è la fontana Capello, progettata anch’essa nel 1906, da cui esce l’acqua del Sorgitore a circa 12 gradi.
Intorno alla cascata, nel giro di pochi metri, si passa dalla vegetazione dei luoghi asciutti e assolati, sopra la strada, a quella dei luoghi umidi lungo il torrente, con salici, ontani napoletani, alberi di Giuda e felci. Nell’oasi vivono anfibi rari come la salamandrina dagli occhiali e l’ululone appenninico, ed è stato avvistato il picchio nero; tra aprile e giugno nei dintorni fioriscono le orchidee selvatiche.
Come visitare le Cascate Capelli di Venere
- La cascata, la sorgente e il mulino: la visita più breve. Il percorso dell’oasi tocca il Sorgitore, la cascata, il mulino con la sala della turbina e la sala espositiva, la fontana Capello e scende verso il laghetto naturale e l’area attrezzata lungo il torrente.
- Con l’accompagnatore: il Comune prevede visite accompagnate, con gruppi che si formano sul posto alla fontana Capello o al parcheggio, di norma nei fine settimana e nei festivi in primavera e all’inizio dell’autunno e tutti i giorni in piena estate; per date e orari conviene scrivere all’oasi. Le scuole prenotano la visita.
- I sentieri: dall’oasi partono i sentieri Capello-Tufara e Capello-Rupazzi e quello della Valle della Lontra, che la collega con la frazione Battaglia, con Casaletto Spartano, Tortorella e Morigerati.
- L’area attrezzata Sant’Antonio: lungo il Rio di Casaletto, con tre tettoie con tavoli e panche, barbecue, servizi igienici e giochi per i bambini. È l’unico punto dell’oasi dove si può mangiare e accendere il fuoco; le tettoie si prenotano.
Informazioni pratiche
- Biglietto: l’ingresso è a pagamento per chi non risiede a Casaletto Spartano, con un biglietto valido per tutta la giornata, che comprende anche i musei di Casaletto e di Battaglia e, quando è attiva, la navetta. Entrano gratis i residenti, i bambini sotto gli 8 anni e le persone con disabilità. Si paga alla biglietteria automatica o con PagoPA e all’ingresso si riceve un braccialetto. Le tariffe sono nel regolamento dell’oasi.
- Cosa non si può fare: fare il bagno nel torrente e nelle sorgenti, anche con i cani; nuotare, fare rafting o arrampicata; girare in costume o a torso nudo; stendere asciugamani, mangiare o fare picnic fuori dall’area Sant’Antonio; accendere fuochi fuori dai barbecue; entrare in bicicletta o con mezzi a motore; fumare fuori dai parcheggi.
- Cani: sono ammessi, al guinzaglio non più lungo di un metro e mezzo.
- Cosa portare: scarpe con la suola che non scivola, perché vicino all’acqua le pietre sono bagnate; una felpa, perché lungo il torrente fa fresco anche d’estate.
- Bambini e accessibilità: la cascata è a pochi passi dalla strada e nell’area attrezzata ci sono i giochi; il Comune non pubblica indicazioni sui percorsi per carrozzine e passeggini, quindi conviene chiedere prima di partire.
- Informazioni e prenotazioni: l’oasi risponde su WhatsApp al 377 5981773 o al 379 2544960, la mattina e il pomeriggio; il sito è Visit Casaletto, il portale turistico del Comune ([email protected]).
Come arrivare
Dall’autostrada A2 del Mediterraneo si esce a Padula-Buonabitacolo, si prende la statale 19 verso Buonabitacolo e poi la Bussentina (statale 517) in direzione Sanza e Caselle in Pittari; si esce a Caselle in Pittari Ovest e si prosegue sulla provinciale 16 fino a Casaletto Spartano. L’oasi è lungo la provinciale, appena fuori dal paese, con il parcheggio a bordo strada vicino alla fontana Capello. In treno la stazione più vicina è Sapri, a circa 20 km: da lì si prosegue in autobus, in taxi o con un’auto a noleggio.
Domande frequenti sulle Cascate Capelli di Venere
Dove si trovano le cascate Capelli di Venere?
A Casaletto Spartano, in provincia di Salerno, nel sud del Cilento: l’oasi è lungo la strada provinciale 16, appena fuori dal paese. Dall’A2 si esce a Padula-Buonabitacolo; la stazione ferroviaria più vicina è Sapri, a circa 20 km.
Si paga l’ingresso?
Sì, per chi non è residente a Casaletto Spartano: il biglietto vale per tutta la giornata e comprende i musei del paese e di Battaglia. Entrano gratis i bambini sotto gli 8 anni e le persone con disabilità. Le tariffe aggiornate sono nel regolamento dell’oasi, sul sito Visit Casaletto.
Si può fare il bagno nella cascata?
No. Il regolamento dell’oasi vieta il bagno nel torrente e nelle sorgenti, per le persone e per i cani, e vieta anche di girare in costume.
Si possono portare i cani?
Sì, al guinzaglio non più lungo di un metro e mezzo. I cani non possono entrare in acqua.
Perché si chiama Capelli di Venere?
Per il capelvenere, una felce che cresce sulle pareti bagnate intorno alla cascata e lungo il torrente: il nome non viene dalla forma dei getti d’acqua, ma dalla pianta.
entrare a Casaletto Spartano, il paese a pochi minuti dall’oasi e nella frazione Battaglia, con il suo museo · camminare sul sentiero della Valle della Lontra verso Tortorella e Morigerati · scendere nell’Oasi delle Grotte del Bussento, dove il fiume torna in superficie · seguire il Cammino di San Nilo, che da Casaletto prosegue verso Morigerati · arrivare al mare a Sapri.
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Recensioni
2 Recensioni on “Oasi Cascate Capelli di Venere”
Esperienza pessima. 4 euro a persona buttati per un posto del tutto trascurato e poco sicuro. Auto parcheggiate pericolosamente sulla strada per mancanza di stalli e servizi completamente assenti, a parte la cassa per pagare il biglietto. Salvo solo le fontane, per il resto una grande delusione.
È un luogo magico! A pochi km dal mare ti trovi davanti a uno scorcio che penseresti di trovare solo in montagna. Veramente incredibile la bellezza di questa oasi. Molto gentile la signora della biglietteria che ci ha dato molte informazioni sui percorsi che si potevano fare. Peccato non avere le scarpe adatte sarebbe stato bello immergersi completamente in mezzo alla natura.