Profilo
La Certosa di San Lorenzo, conosciuta come Certosa di Padula, è un monastero certosino nato nel 1306 ai piedi di Padula, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno: secondo il Ministero della Cultura è il complesso monastico più vasto dell’Italia meridionale. Lo volle Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo, e i monaci continuarono ad ampliarlo e a trasformarlo fino all’Ottocento, così oggi si attraversano insieme il portale trecentesco della chiesa, i chiostri del Cinquecento, gli stucchi dorati del Seicento e gli affreschi del Settecento. La gestisce la Direzione regionale Musei nazionali Campania, del Ministero della Cultura, e dal 1998 è patrimonio dell’UNESCO insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e ai siti archeologici di Paestum e Velia.
Padula (SA), Vallo di Diano·Aperta tutti i giorni tranne il martedì·Biglietto di 48 ore con i musei di Padula·Prenotazione non necessaria
Cosa puoi vedere

Si entra dalla corte esterna, un grande cortile rettangolare dove si svolgeva buona parte delle attività produttive del monastero: la facciata del Cinquecento, con le colonne doriche binate, fu arricchita in età barocca da statue e pinnacoli. Oltre c’è il chiostro della Foresteria, con la fontana al centro, la loggia dipinta nel Seicento e la torre dell’orologio, e poi la chiesa: una sola navata divisa in due da una parete, due cori, gli stucchi dorati che coprono le volte trecentesche e l’altare maggiore in scagliola e madreperla. Intorno si aprono la sagrestia, la sala del capitolo con gli stucchi del Settecento, la cappella del Tesoro, dove si custodivano gli arredi preziosi della chiesa, e la cappella del fondatore.

La parte più viva della visita è quella della vita quotidiana. Nella cucina, ricavata nel Settecento probabilmente da un vecchio refettorio, restano i tavoli di lavoro in pietra e la grande cappa con l’antico bollitore sul fuoco; accanto c’è il refettorio del primo Settecento. Nel Quarto del Priore, l’appartamento del capo della comunità, riallestito nel 2025, sono esposte le opere sopravvissute alle spoliazioni dell’Ottocento, in ordine dal Medioevo al Settecento: i capitelli del XIII-XIV secolo, l’Arcangelo Gabriele e la Vergine in marmo attribuiti a Domenico Guidi e il tabernacolo in bronzo di Jacopo del Duca, realizzato a Roma tra il 1572 e il 1574 su disegni ispirati a Michelangelo. Nel percorso c’è anche la scala elicoidale in pietra che sale alla biblioteca; la biblioteca, come la cantina, non è aperta al pubblico.

Poi si esce nel chiostro grande, che con quasi quindicimila metri quadrati il Ministero della Cultura indica tra i più grandi d’Europa: due piani di portici avviati nel 1583, la fontana a coppa del 1640 al centro e intorno le celle dei monaci. Alcune celle ospitano la collezione di arte contemporanea nata tra il 2002 e il 2004 con la rassegna «Le Opere e i Giorni» di Achille Bonito Oliva. Lo scalone ellittico a doppia rampa, con sette grandi finestre sul paesaggio, collega i due piani del chiostro: è l’ultima opera che i certosini videro finita prima di lasciare Padula, nel 1807. Dietro si stende il giardino della clausura, cambiato soprattutto dai ricoveri per i prigionieri costruiti durante le due guerre mondiali. Dentro la Certosa è allestito anche il Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale.
Come visitare la Certosa di Padula
- Visita libera: con il biglietto si segue il percorso segnato, con didascalie e audioguide. Comprende il chiostro della Foresteria, la chiesa e le sue cappelle, il cimitero antico, il refettorio, la cucina, il Quarto del Priore, una cella, il chiostro grande, lo scalone e il chiostro dei procuratori. Nel Quarto del Priore si possono vedere con lo smartphone, inquadrando i QR code, i testi in altre lingue, la lettura ad alta voce e una visita virtuale delle parti chiuse, come la biblioteca.
- Visita guidata: il sistema museale di Padula organizza visite guidate per scuole e gruppi, su prenotazione, anche in inglese, francese, spagnolo e tedesco: quella della sola Certosa dura 90 minuti, e ci sono percorsi più lunghi con i musei del paese e visite a tema, come quella ai luoghi di solito chiusi. Il prezzo della guida non comprende il biglietto.
- Con i musei del paese: lo stesso biglietto vale per due giorni anche per il museo civico multimediale e la casa museo di Joe Petrosino, in paese, e per il battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte; il museo multimediale e il battistero si visitano su prenotazione.
Informazioni pratiche
- Orari: aperta tutti i giorni tranne il martedì, dalla mattina alla sera, con l’ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura; in alcune feste ci sono aperture straordinarie. Gli orari aggiornati sono nella pagina della Certosa sul sito del Ministero della Cultura.
- Biglietto: dal giugno 2026 c’è un unico biglietto integrato «Certosa e Padula», valido 48 ore, per la Certosa (casa alta, casa bassa e parco), i musei civici e il battistero di San Giovanni in Fonte. Pagano il ridotto i cittadini dell’Unione Europea dai 18 ai 25 anni; entrano gratis i minori di 18 anni e gli altri aventi diritto dei musei statali, e tutti nelle giornate gratuite del Ministero (nel 2026, per esempio, il 25 aprile). Prezzi e acquisto online nella pagina biglietti del sistema museale; la Certosa fa parte anche del circuito Campania Artecard.
- Prenotazione: per la visita libera non serve, il biglietto si fa all’ingresso. Le visite guidate si prenotano al numero 081 2395653, dal lunedì al venerdì; le visite di gruppo alla cella numero 6, il Museo dei Ricordi, si chiedono almeno una settimana prima per email a [email protected], perché la sua apertura può cambiare.
- Cosa sapere: il percorso è lungo e alterna sale, scale e chiostri all’aperto; i lavori di manutenzione possono cambiare per qualche tempo l’ordine delle sale o l’uscita, e gli avvisi sono sul sito della Direzione regionale Musei nazionali Campania.
- Contatti: telefono 0975 77745, prenotazioni 0975 1966359, email [email protected]; per biglietti e visite guidate [email protected].
Come arrivare
La Certosa è in Viale Certosa, nella parte bassa di Padula, accanto alla pianura del Vallo di Diano. Dall’autostrada A2 del Mediterraneo si esce a Sala Consilina e si prosegue verso sud sulla statale 19, oppure a Padula-Buonabitacolo, a pochi chilometri dall’ingresso: da Salerno sono poco più di cento chilometri, circa un’ora e un quarto, da Napoli circa 155 km. Da Sapri si sale per la Bussentina, circa 54 km. Davanti alla Certosa, vicino al Grand Hotel Certosa, c’è un parcheggio a circa 200 metri dall’ingresso; i pullman hanno un’area di sosta a pagamento lungo Viale Certosa, a circa 500 metri.
Domande frequenti sulla Certosa di Padula
Dove si trova la Certosa di Padula?
La Certosa di Padula, il cui nome ufficiale è Certosa di San Lorenzo, si trova in Viale Certosa 1 a Padula, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Dall’autostrada A2 si esce a Sala Consilina o a Padula-Buonabitacolo; da Salerno sono poco più di cento chilometri, circa un’ora e un quarto di auto.
Quanto costa il biglietto della Certosa di Padula?
Dal giugno 2026 la Certosa di Padula ha un biglietto integrato «Certosa e Padula», valido 48 ore, che comprende anche i musei civici del paese e il battistero di San Giovanni in Fonte. C’è un ridotto per i cittadini dell’Unione Europea dai 18 ai 25 anni e l’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni; i prezzi aggiornati sono sulla pagina biglietti del sistema museale di Padula.
Quando è aperta la Certosa di Padula?
La Certosa di Padula è aperta tutti i giorni tranne il martedì, dalla mattina alla sera, con l’ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura. Nelle giornate gratuite dei musei statali l’ingresso è libero per tutti; gli orari aggiornati sono sulla pagina della Certosa del Ministero della Cultura.
Quanto dura la visita guidata della Certosa di Padula?
La visita guidata della sola Certosa di Padula, organizzata dal sistema museale di Padula per scuole e gruppi, dura 90 minuti; quella che comprende anche i musei del paese e il battistero dura tre ore. Le visite si prenotano al numero 081 2395653 e il prezzo della guida non comprende il biglietto d’ingresso.
Dove si parcheggia per visitare la Certosa di Padula?
Davanti alla Certosa di Padula, lungo Viale Certosa e vicino al Grand Hotel Certosa, c’è un parcheggio a circa 200 metri dall’ingresso, tre minuti a piedi. Per i pullman c’è un’area di sosta a pagamento lungo lo stesso viale, a circa 500 metri.
salire nel borgo di Padula, con la casa museo di Joe Petrosino · vedere la Cattedrale di Teggiano, a una ventina di chilometri · scendere nelle Grotte di Pertosa-Auletta, a circa mezz’ora · percorrere la tappa della Via Silente da Teggiano a Sanza, che passa da Padula · proseguire verso Montesano sulla Marcellana e Buonabitacolo.
Foto: ChiostroGrandeCertosaPadula di IlSistemone, CC BY-SA 4.0; Aerial image of Certosa di Padula (view from the southeast) di Carsten Steger, CC BY-SA 4.0; Certosa di Padula WLM23 025 di Mentnafunangann, CC BY-SA 4.0; Certosa di Padula – Scala elicoidale in pietra di Lucamato, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons.
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