Giu le mani dal Cilento
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Camerota

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Su una collina a 322 m sul livello del mare, circondata da una foltissima vegetazione e difesa su tre lati da aspri dirupi naturali sorge Camerota.

Palinuro e Kamaratòn

Come altri centri della Magna Grecia, Camerota è legata ad una leggenda: quella di Palinuro e Kamaratòn: lui, il nocchiero della nave di Enea, lei la più seducente fanciulla di bordo.
Palinuro si invaghi della ragazza, bella come una dea, ma dal cuore duro come una pietra la quale non corrispose il suo amore. Disperato, il giovane inseguì l'immagine di Kamaratòn nel fondo del mare. Venere, divintà adirata, trasformò Kamaratòn in desolata roccia.

Architettura

La primissima struttura urbanistica camerotana non presenta esempi di abitazioni a volta; essa è costruita sopra un colle con grotte simili a camere. Nella parte alta sono presenti i resti di un antico castello al quale si accedeva attraverso tre porte una delle quali (la Porta di Suso) ancora visibile; le altre (Porta di Santa Maria e Porta di San Nicola) sono completamente scomparse.

L'altura è tutta un belvedere; essa consente di ammirare il vastissimo panorama che, per la sua composita varietà, richiama alla mente uno scorcio dei policromi della Grecia: si ammira il mare, i monti, i fiumi, gli oliveti, i querceti, i castagneti.

Storia

La fondazione di Camerota è fatta risalire al periodo compreso tra l'VIII e il VII secolo a.C. quando nell'Italia meridionale si diffondeva la colonizzazione greca. L'antica cittadella iniziò a prendere forma negli anni 535-553 sviluppandosi attorno ad un castello fortificato quando, nel corso della guerra gotico - bizantina, la zona divenne rifugio di numerosi profughi. A segnare la storia di Camerota è anche l'arrivo dei Saraceni che dominarono la zona per quasi 50 anni tra l'868 e il 915; in questo periodo il castello di Camerota divenne la seconda importante roccaforte del Cilento, dopo Agropoli.
Bisogna aspettare però il 1079 per avere la prima forma storica ufficiale sulla città. Da allora si sanno maggiori notizie su Camerota che subì l'influenza delle numerose dominazioni che si alternarono in tutto il sud d'Italia: normanni, arabi, svevi, angioini, aragonesi e, infine, la dinastia borbonica.

Cosa Vedere

Gli amanti del'arte e dell'architettura non saranno delusi: il territorio del comune di Camerota racchiude un patrimonio artistico piuttosto ricco. Ancora visibili in località Castello sono i ruderi del Castello Marchesale (IX secolo). Dell'antico complesso rimane parte della cortina muraria e le torri che si innalzano in cima al colle.
All'interno delle antiche mura i Camerota si trovano:

  • la cappella di San Gennaro con i suoi preziosi stucchi barocchi;
  • la chiesa quattrocentesca di San Nicola di Bari, ove è possibile ammirare un presepe del '700 napoletano, un'acquasantiera di pietra vulcanica del Vesuvio, una madrevite girevole in legno e un organo di arte viennese
  • la chiesa di San Daniele Profeta costruita dai greci e trasformata dagli abitanti con il diffondersi del cristianesimo in un tempio cristiano. Al centro del soffitto è dipinto il Cuore di Gesù e Maria con intorno i 15 misteri. La volta dell'altare, invece, è delimitata da un'ellisse con Arcangeli, cherubini e i 4 evangelisti. Vi si trova, inoltre, un quadro della Madonna del Rosario e un organo risalente al 1847.

Camerota vanta un secolare artigianato del legno lavorato, del vimini e soprattutto della terracotta. I cosiddetti pignatari che superando l'inerzia della creta concretizzano il processo creativo sul tornio servendosi della rasula e di un sottilissimo filo di ferro. Dal movimento della ruota e delle mani escono le conze che, messe al sole per una prima induritura, passando poi alla imbitinatura. La cottura dura circa 9 ore in fornaci di creta.

Mappa e calcolo percorso

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