Giu le mani dal Cilento
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Caggiano

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Deriva dal nome latino di persona Cavius con l'aggiunta del suffisso -anus che indica l'appartenenza. Il luogo è stato identificato anche come pagus Caiani (sempre ad indicare l'appartenenza del luogo ad una persona). Il comune confina ad est con i comuni di Vietri di Potenza e Sant'Angelo Le Fratte, della provincia di Potenza, in Basilicata, a nord con Salvitelle e a sud-est con Polla, Auletta e Pertosa, che appartengono invece alla stessa provincia di Salerno. La contrada "Marevicino", posta ad ovest del centro abitato, raggiunge la quota di 828 m s.l.m. Ai piedi del rilievo su cui sorge l'abitato, la zona pianeggiante, di natura paludosa, è denominata "Lago". Nel fondovalle scorrono i fiumi Melandro e Tanagro. In tutto il territorio sono presenti oltre venti sorgenti, ben distribuite tra le diverse contrade.

COSE DA VEDERE

Il Castello

Il castello di Caggiano, si trova sul lato orientale del paese, l'unico non difeso naturalmente e consiste in tre torri unite da un muro, con due porte d'accesso (dette, nel dialetto locale, "ncap' lu pont" e "'mmocca lu pont", ovvero "bocca del ponte"). Nei pressi delle due porte era la cappella dedicata a san Luca, conosciuta anche come "Cappella della Guardia".I primi apprestamenti difensivi risalgono forse al IX-X secolo, mentre i resti attualmente più evidenti risalto all'epoca normanna, nell'XI secolo. Nel XIV e XV secolo la fortezza venne trasformata in residenza signorile. I Gesualdo vendettero nel XVI secolo gran parte del castello alle famiglie Isoldi (sudest) e Abbamonte (nord) e il settore nord-occidentale passò nel XIX secolo in proprietà dei Carucci. Le mura cittadine, sottoposte ad un recente restauro, presentano dalle due originarie, quattro porte di accesso, due delle quali, sul lato orientale, collegate al castello. Altre porte di accesso alla città erano la "Pertuccia" e la "Male vicino". Oggi buona parte del castello è di proprietà del comune di Caggiano, che lo ha notevolmente rivalutato.

Chiesa madre del Santissimo Salvatore


(XI-XII secolo), presenta la facciata in stile romanico e l'interno ad una sola navata e con volta affrescata. Nel XV secolo svolse di fatto il ruolo di cattedrale, avendo ospitato i vescovi della soppressa diocesi di Satriano (Satriano di Lucania), distrutta dalla regina Giovanna II di Napoli. Subì diversi rifacimenti e il campanile moderno, in cemento armato, è opera dell'ingegnere Salvatore Ruiz degli inizi del XX secolo. Ospita un altar maggiore seicentesco con trono in legno dorato, altri dieci altari, nove dei quali furono sotto il patronato delle principali famiglie del paese, diversi dipinti e un pergamo ligneo scolpito da Fortunato Cafaro. Nella chiesa vi sono 9 altari che ancora riportano il nome delle famiglie del paese che ne rivestirono il patronato: Immacolata Concezione ai Colonna; Annunciazione ai Solimena; Arcangelo Michele agli Altilio; Maria del Soccorso agli Oliva; Sant'Egidio e di Santa Teresa ai Morrone-Di Stasio; San Giuseppe ai Sabini; Santa Maria delle Grazie ai Casale; San Nicola di Bari ai Carusi-Abbamonte; Santa Monica ai Mignoli-Morrone.


Mappa e calcolo percorso

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