Roccagloriosa
Profilo
Roccagloriosa è un borgo del Golfo di Policastro e Valle del Bussento, a 430 metri sul livello del mare su uno spartiacque tra le valli del Mingardo e del Bussento, a nord del Monte Bulgheria: il suo stesso nome racconta la storia del paese, tra la posizione della rocca e la devozione alla Madonna Gloriosa custodita nella chiesa del castello.
Provincia di Salerno·Macro-Hub Golfo di Policastro e Valle del Bussento·430 m s.l.m.·frazione Acquavena
Identità e Posizione
Il nome unisce “rocca”, riferito alla posizione geografica del borgo, e “gloriosa”, legato secondo la tradizione alla devozione degli abitanti per un’immagine della Madonna Gloriosa. Sulla collina “Le Chiaie” sono stati trovati reperti dell’età del Bronzo, e le testimonianze più importanti risalgono all’età del Ferro (VIII-VI secolo a.C.), quando qui si sviluppò un insediamento stagionale.
Storia e Carattere del Paese
A partire dal V secolo a.C. sorge un vero abitato di case rettangolari su zoccoli di pietra, e tra il IV e il III secolo a.C. viene costruita una cinta muraria in blocchi di calcare che lascia la necropoli fuori dal perimetro fortificato. Proprio da questi scavi emerge uno dei ritrovamenti più significativi del Cilento: un frammento di tavola bronzea con lo statuto dell’ordinamento civile dell’antica città, testimonianza della complessità amministrativa del popolo dei Lucani. Nel I secolo a.C. i superstiti della distruzione di Orbitania fondarono, poco distante, l’insediamento di Patrizia (l’odierna Rocchetta), che visse fino al IV secolo d.C., quando il generale Stilicone sbarcò nel Golfo di Policastro e le sue truppe saccheggiarono gli abitati vicini. Gli abitanti di Patrizia si fusero allora con il nucleo originario attorno a una chiesetta del 412 dedicata alla Madonna, in una zona ancora oggi chiamata Rocca.
Le invasioni bulgare del VI secolo portarono alla costruzione di un castello e alla nascita degli abitati di Acquavena, Celle Bulgheria e Rocchetta; nel 590 la zona fu conquistata dai Longobardi, che ampliarono il castello, e nel Duecento il maniero rientrava tra i “castra exempta” di Federico II, riservati direttamente alla casa regnante. Il castello subì il saccheggio delle truppe napoleoniche il 3 agosto 1806, che lo incendiarono, e fu infine demolito negli anni ’50 del Novecento. Restano invece intatti i numerosi palazzi dai portali in pietra lavorata e le chiese storiche del borgo — tra cui la Chiesa della Gloriosa, edificata nel 412 e la più antica del comune — raccontate nelle rispettive schede Cosa vedere.
Ambiente e Territorio
Roccagloriosa rientra nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, su uno spartiacque che separa le valli del Mingardo e del Bussento — una posizione che ne ha fatto per secoli un punto di controllo strategico su questo tratto d’entroterra.
Domande Frequenti su Roccagloriosa
Dove si trova Roccagloriosa e a quale Macro-Hub appartiene?
Roccagloriosa fa parte del Macro-Hub Golfo di Policastro e Valle del Bussento, in provincia di Salerno, a 430 metri sul livello del mare su uno spartiacque tra Mingardo e Bussento.
Da dove viene il nome Roccagloriosa?
Da “rocca”, per la sua posizione geografica, e “gloriosa”, legato alla devozione per la Madonna Gloriosa custodita nella chiesa del castello.
Cosa racconta la tavola bronzea trovata a Roccagloriosa?
Uno statuto sull’ordinamento civile dell’antica città lucana, datato al IV-III secolo a.C. — testimonianza della complessità amministrativa del popolo dei Lucani in quest’area.
raggiungere Acquavena, l’unica frazione del comune.
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