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Torre Orsaia
Arroccata su una collina del Golfo di Policastro sorge Torre Orsaia.
Storia
La storia di Torre Orsaia ha inizio intorno alla metà del secolo XI, all'epoca del condottiero normanno Roberto il Guiscardo, quando le incursioni dei pirati, la malaria e la distruzione di Policastro operata dallo stesso Guiscardo (1065) spinsero le popolazioni costiere a spostarsi verso zone più interne del territorio; venne così a costituirsi un primo centro abitato nella Terra Turris Ursajae.
Nel 1301 monsignor Pagano, Vescovo di Policastro, deciso a far valere i propri diritti feudali sul territorio della Diocesi, ordinò la costruzione di una sede estiva dell'Episcopio a Torre Orsaia, ed emanò un bando nel quale prometteva, a tutti coloro i quali avessero voluto prendere dimora vicino al Palazzo Vescovile, terra a sufficienza per una casa, una vigna, un orto e un pagliaio, dietro pagamento di un'imposta detta pregata.
Fondato il nucleo originario del paese, redatti i Capitoli, istituita l'Università (un organismo che rappresentava i cittadini), Pagano e i suoi successori iniziarono ad affermare i propri privilegi feudali: i cittadini di Torre, vassalli dei Vescovi (e relativamente indipendenti dall'autorità dei Conti di Policastro, appartenenti alla famiglia Carafa della Spina, avversari storici della Mensa Vescovile), rimpinguavano le casse della Mensa con decime e pregate e fornivano mano d'opera gratuita (nelle forme e nei limiti stabiliti dai Capitoli) nelle terre, nei mulini e nei frantoi episcopali.
L'undici luglio del 1552 si registrò la pagina più drammatica della sua storia: i pirati saraceni, sbarcati nei pressi di Scario, distrussero Torre Pulsaria e Castel Ruggero.
I moti del 1828 non riuscirono a coinvolgere la popolazione torrese; così non si può dire del fenomeno del brigantaggio: un cittadino torrese, Antonio Fortunato, fu a capo di una banda di briganti che dal 1866 al 1869 imperversò fra Torre Orsaia, Sapri e il Vallo di Diano.
Nel decennio 1880-1890 furono realizzate opere pubbliche di primaria importanza: la strada rotabile (l'attuale Strada Statale 18), la linea ferroviaria Napoli-Reggio Calabria e lo scalo di Torre Orsaia, il cimitero, il telegrafo.
Cosa Vedere
La caratteristica principale del paese è costituita da quel che rimane dell’area sacra tardo-medievale. Essa comprendeva la Chiesa di San Lorenzo Martire, rifatta nel XIX secolo, il Campanile monumentale, il Seminario e il Palazzo Vescovile, edificato ai tempi del Vescovo Pagano nel 1301 e demolito negli anni Cinquanta del Novecento.
La maestosa Torre Campanaria fu elevata su un’antica struttura difensiva, risalente al XII secolo. Essa assunse le sue attuali funzioni a partire dal 1576, arricchita, in epoca successiva, da un elemento ottagonale coronato da una cupola. Sulle pareti dell’ampio corridoio voltato a botte che la attraversa, vi sono esposti gli emblemi di alcuni Vescovi che dimorarono a Torre Orsaia e il monumentale stemma, un tempo collocato sull’ingresso del palazzo Vescovile, sede estiva del prelato.
Salendo verso la parte alta del paese, si incontra la Cappella del Carmine, in origine serbatoio d’acqua per gli approvvigionamenti idrici dell’orto e del palazzo Vescovile. Poco oltre, si trova la Fontana della Pergola, con tre bocche principali e una laterale, che alimentano l’ampia vasca di pietra. Un tempo, qui si raccoglievano le acque per rifornire gli edifici del Vescovado e il Lavatoio pubblico. Quest’ultimo fu costruito nel 1569 e rifatto, a cura del governatore Giovan Battista Scarpitta, nel 1770.
Si segnalano la Chiesa dell’Immacolata, di gusto neo-gotico, risalente alla fine dell’Ottocento; la Cappella dell’Annunziata, con un pavimento ottocentesco per lo più intatto e la pregevole tela dell’Annunciazione; la Cappella di San Rocco e quella della Madonna delle Grazie.
Commenti (1)
sono contenta...qualcosa si muove..sarebbe indicato scrivere anche qualcosa in piu',e isto il periodo estivo eventi torresi,e attivit'turistiche.