Giu le mani dal Cilento
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Atena Lucana

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Atena Lucana è forse l'insediamento più antico del Vallo di Diano, come testimoniano i resti di mura megalitiche, le quali risalgono all'età preromana. Nei tempi seguenti i Greci ne fecero un ricco centro commerciale della Magna Grecia, data la sua posizione di cerniera tra la Val d'Agri e quella del Tanagro. Sotto il dominio dei Lucani, poi, fu importante "oppidum" e fiorente "municipium" quando, infine, fu conquistata dai Romani. In età imperiale si arricchì di testimoniati templi a: Cibele, Giove, Esculapio, Ercole, oltre che di terme e di un anfiteatro. Eminenti studiosi, inoltre, affermano che già in età Repubblicana, si aveva la presenza di un foro lastricato, posto in alto, alla micenea. Verso il IX secolo d.C. fu distrutta dai Saraceni, mentre nel Medio Evo si succedettero nel dominio vari feudatari. Agli inizi del XIX secolo Atena conobbe un periodo di impoverimento che costrinse numerosi cittadini ad emigrare nelle lontane Americhe. Le mancate condizioni vitali si protrassero sino alla metà del secolo scorso, quando parte della popolazione emigrò nei paesi del nord Europa. Oggi, sebbene l'economia locale abbia radici agro-pastorali, l'impulso di nuove tecnologie, la qualificazione professionale, oltre ad innumerevoli investimenti, hanno promosso l'espandersi di attività artigianali e commerciali.

COSE DA VEDERE

Museo archeologico

Dove sono conservati reperti dell’età del bronzo e di epoca romana.

Centro storico

Dominato dal Castello, il centro storico di Atena Lucana, si presenta ai turisti come un labirinto fitto di stretti vicoli, archi, piccole costruzioni tutte in pietra, lo stesso materiale caratteristico delle lavorazioni artigianali che si tramandano ancora fino ai nostri giorni. Ad Atena Lucana vi sono infatti molte Chiese, tra queste quella di San Nicola che risale al X secolo e quella di Santa Maria Maggiore in stile barocco.
Fuori dal centro storico da ammirare i resti delle suggestive mura megalitiche, enormi blocchi di pietra risalenti al IV secolo a.C.

Chiesa S. Maria Maggiore

Di origine medievale ma profondamente ristrutturata in epoca barocca, ad eccezione del campanile trecentesco. All'interno, è degno di nota il ciclo decorativo di Nicola Peccheneda, costituito da una serie di episodi tratti dalla vita di Maria (ospitati nell'abside) e da otto santi lungo le pareti laterali della navata. Le tele dal vigoroso cromatismo rientrano dal solco della tradizione solimenesca, memore della svolta finale del pittore, e sono databili nel sesto decennio del XVIII secolo.

Santuario di S. Ciro

Si trova in uno dei punti più alti dell'abitato. Questa chiesa, frutto di rifacimenti avvenuti tra il '700 e l'800, ha un'origine medievale, quando era più piccola e dedicata a S. Michele Arcangelo. A quell'epoca appartengono l'affresco con il Cristo dipinto sulla parete della sacrestia, la croce scolpita a rilievo a fianco, nonchè il capitello poggiato a terra nell'aula a destra dell'abside.

Santuario di S. Maria della Colomba

La chiesa, in deplorevole stato di conservazione, presenta sulle pareti laterali degli affreschi mariani, opera di Anselmo Palmieri (1713). Si tratta del primo vasto ciclo pittorico noto di questo pittore di Polla che, al passo con le tendenze artistiche napoletane, contribuì a diffondere nella provincia i modi di Luca Giordano, seppure in forme meno strutturate. 

Mappa e calcolo percorso

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