Giu le mani dal Cilento

Sanza

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Secondo l'ipotesi più probabile il nome deriva dal latino sampsa, sansa, che sarebbe il residuo della spremitura delle olive (noccioli), in riferimento agli olivi presenti in zona. L'abitato sorge alle pendici del Monte Cervato, su un'area prevalentemente collinare, dov'è ubicata l'antica rocca, circondato dal verde delle montagne circostanti. Il territorio è infatti caratterizzato da due catene montuose: una riconducibile al gruppo del Monte Centaurino ed un'altra riconducibile al gruppo del Monte Cervato, ben delineato tra Cozzo della Croce, Monte Forcella, Monte Motola, Monte Faitella e la Raia del Pedale. La cima del Monte Cervato che, con i suoi 1.898 m s.l.m., è il monte più alto della Campania, ricade all'interno del territorio comunale e ciò fa di Sanza uno dei comuni più importanti del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La forte permeabilità del suolo, a causa di fenomeni carsici presenti, rende l’intera area del Cervato un importantissimo bacino idrografico da cui scaturiscono corsi d’acqua di notevole importanza, quali il fiume Bussento, il fiume Mingardo, il fiume Calore Lucano. 

Cose da vedere

Porta Pungente

Si tratta di una delle 5 porte che permettevano di entrare nel paese, fortificato da una cinta muraria oggi scomparsa. Il nome della porta è spiegato ricordando come questo fosse l'unico accesso utilizzabile dopo il coprifuoco, ma bisognava subire la punizione inflitta da una guardia che al passaggio pungeva il ritardatario.

Palazzo Curcio

Questo palazzo presenta un maestoso portale in bugnato con le ante della porta in legno rafforzate da chiodi. Attraverso il portale si accede ad un cortile interno dotato di cisterna e pozzo per le necessità domestiche e di scale per raggiungere i piani abitativi superiori.

Torre Medievale

La torre medievale è ciò che rimane della chiesa medievale, già interdetta nel 1854. Il campanile fu utilizzato, a partire almeno dalla metà del '700, come pubblico orologio.

Chiesa di S. Maria Assunta

Denominata in antico chiesa di Santa Maria Maggiore risulta documentata per la prima volta agli inizi del XIV secolo. Purtroppo i lavori di rifacimento condotti durante il periodo fascista hanno quasi radicalmente cancellato l’antica fabbrica, composta da tre navate. Perduti i numerosi dipinti menzionati da un inventario del 1811, la chiesa attualmente conserva un patrimonio costituito soprattutto da sculture lapidee e lignee. Di buona fattura è il portale principale in pietra di Padula. L'architrave del portale, decorato con elementi floreali, riporta la data 1577 relativa ad una ristrutturazione dell'edificio.La scultura lignea di maggiore pregio è senza alcun dubbio lo splendido Crocefisso  collocato sull’altare maggiore. Più consistente il numero di statue settecentesche. Fra queste segnaliamo quelle realizzate dal sanzese Sabino Peluso: l’Immacolata, il Salvatore, il San Francesco di Paola, la Maddalena e forse l’imponente San Pietro. Al XVIII secolo risalgono inoltre un notevole altare in pietra del Centaurino dedicato alla Madonna del Rosario (1738) e i tre busti scolpiti dal padulese Andrea Carrara raffiguranti i santi Pietro, Paolo e Giuseppe (1749), provenienti dalla chiesa ad essi dedicata, ormai diroccata, in contrada Salemme. Degno di menzione è anche il settecentesco busto ligneo di San Sabino martire, protettore del paese, eseguito da Paolo Sannolo. 

Mappa e calcolo percorso

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