Giu le mani dal Cilento
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Sala Consilina

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La prima parte del nome deriva dal termine longobardo sala, ossia corte signorile (sede del signore feudale). Il termine Consilina, aggiunto successivamente, deriva dal latino Consilinum, un centro romano non lontano. È il centro più grande del Vallo di Diano, popolato certamente già dal IX secolo a.C., come testimonia la vasta necropoli. Sono di epoca romana le notizie sul centro di Consilinum, da cui ebbe origine l'odierna Sala Consilina, eretta durante la colonizzazione longobarda. Nel 1246 Federico II distrusse la città per vendicarsi di una congiura. Gli Aragonesi, nel 1497, la distrussero per lo stesso motivo. Nel Seicento, Sala Consilina diventa sede vescovile. Dal 1806 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo distretto del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo circondario.

Cose da vedere

Cappella e Palazzo Acciari

La cappella, come si ricava dall'iscrizione sopra il portale, fu fondata nel 1704 dall'abate Felice Pandelli per passare pochi anni dopo agli Acciari. All'interno, sotto una volta con decorazioni in stucco ed affreschi dagli influssi napoletani, vi è uno splendido altare opera di Giacomo Colombo. 

Palazzo Grammatico

L'imponente edificio, realizzato nel 1722 per volere di Alberico Grammatico, presenta una corte interna lastricata, che permette di accedere al giardino retrostante ed al piano superiore attraverso una scala. Il portale, sormontato dal grande stemma della famiglia, rivela uno stile medievaleggiante con bugne decorate da fregi floreali, due protomi di leone e due oche simbolo di vigilanza. La facciata è arricchita dai davanzali caratteristici in tutto il Vallo e costituiti da mensole sorrette da teste scolpite, che presentano fisionomie sempre diverse. 

Cappella di S. Giuseppe

La cappella è stata eretta nel 1735 dalla ricca famiglia Bigotti, che era in stretti rapporti con i Certosini di Padula. La facciata della chiesa costituisce un notevole esempio di barocco salernitano per la particolare composizione architettonica e per l'apparato di stucchi. Degna di nota è la soluzione adottata in corrispondenza degli angoli della facciata, smussati in una forma convessa; il prospetto risulta affiancato da due paraste e sottolineato dal marcapiano superiore, secondo uno stilema già adottato da Giovanni Donadio da Mormanno a Napoli e a Cosenza. 

Grancia di S. Lorenzo

Secondo la dizione di origine spagnola del termine latino granica (granum) il termine indica un'azienda agraria alle dipendenze di un monastero. Fu realizzata probabilmente nel '500 per esigenze legate all'amministrazione del vasto patrimonio fondiario della Certosa di Padula. Il recente restauro ha lasciato a vista le tracce della decorazione pittorica insieme ad archi, portali e colonne in pietra. Oggi questo edificio, con il suo bel cortile e loggiato interno, ospita la biblioteca e l'Antiquarium Comunale.  

Chiesa di S. Stefano Protomartire

Questa chiesa è un piccolo scrigno di opere d'arte salesi, fondata nel periodo normanno (XII secolo). A quest'epoca appartiene l'affresco visibile in facciata, raffigurante il Redentore. All'interno l'aula a navata unica ed affiancata da una serie di cappelle, è il risultato di una ristrutturazione in età moderna. La balaustra in pietra di Padula, che delimita l'area presbiterale, con le sue tozze figure di putti reggitorcia dal corpo muscoloso e sgraziato, è di Andrea Carrara. Di Anselmo Palmieri sono invece gli affreschi tra i finestroni della navata, realizzati nel 1726; il loro stile è frutto della fusione fra la tradizione classicistica napoletana e un cromatismo legato al linguaggio di Luca Giordano.

Mappa e calcolo percorso

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