Giu le mani dal Cilento
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Rodio

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Nell’entroterra del Comune di Pisciotta (Salerno), a ridosso di una ridente collina, sorge Rodio (446 abitanti) paesino a 350 metri sul livello del mare  in una località ricca di acquevegetazione.

Nei boschi è possibile imbattersi nel cinghiale tipico animale del Parco nazionale del Cilento

L’insediamento urbano risale al IX secolo in seguito all’abbandono di Velia da parte dei suoi abitanti che qui si stanziarono.

All’inizio del secolo XVI passò poi sotto la giurisdizione dei Cavalieri di Maltae fu detta S. Giovanni di Rodi o Rodio, giacchè il primo nucleo sorse intorno ad una chiesa dedicata a San Giovanni.

Giungendo in piazza Vittoria, la piazza principale, si è colpiti dalla bellezza delSantuario di S. Agnello Abate protettore del paese, che si può ammirare varcando il portale ottocentesco. Pare che l’edificio risalga  al XV secolo anche se ha subito numerosi rifacimenti che oggi fanno di esso un piccolo gioiello per i colori policromi che caratterizzano le sue pareti.

Di fronte alla Parrocchiale sorge un altro edificio ragguardevole:il Palazzo Baronale eretto nella seconda metà del XVII secolo dalla famiglia Basilio,Baroni di Mandia e Rodio. La struttura ingloba una torre medioevale con le caratteristiche mensole. Erano poi a Rodio un gran numero di cappelle delle quali oggi restano pochissime tracce: la cappella di S. Michele Arcangelo, di S. Maria degli Angeli, di San Rocco, di S. Sofia. Esiste invece la cappella del Carmine, dove è custodita una statua di pregevole fattura e quella di S. Antonio Abate, raffigurato col tipico maiale. A Rodio vi erano anche numerosi frantoi dove le macine erano mosse dall’asino e l’olio era prodotto rigorosamente a freddo, cioè senza alterarne le qualità con l’utilizzo di acqua calda. Ancora oggi vi sono dei frantoi in loco a praticare tale lavorazione. Spettacolari ancora oggi le passeggiate nella natura che si possono fare in questo posto da favola, lontano da ogni tipo di rumore, dove all'ombra di enormi castagni o di olivi plurisecolari è possibile ascoltare il canto della cicala, vedere le lucciole o ammirare diversi tipi di uccelli. Conviene dunque giungere a Rodio per degustare dell’ottimo olio o per mangiare dolci alla castagna, al miele o con il tradizionale naspro,tutti fatti in casa dalle mani esperte delle donne del luogo, che si tramandano le preziose ricette da diverse generazioni. Ed ancora carne di maiali nutriti con prodotti naturali, nonchè formaggi e ricotte. Il tutto in compagnia dei Rodiani che hanno da sempre il senso di ospitalità e filantropia, che vivono con le porte di casa sempre aperte, poichè non vi è proprio la necessità di chiudersi, vivendo in un villaggio dove tutti si sentono partecipi di un'unica famiglia e dove anche l'ospite è di tutti, invitato nelle case e trattato con gli onori di un amico tornato da lontano. Migliaia ogni anno sono i fedeli che giungono da ogni parte al Santuario diSant'Agnello Abate, protettore di Rodio. Il 30 luglio 2009 il Vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Giuseppe Rocco Favale, ha elevato la chiesa parrocchiale di Rodio, edificata dai Cavalieri di Malta nel XV secolo, alla dignità di Santuario Diocesano di Sant'Agnello Abate, particolarmente finalizzato alla difesa ed alla promozione della vita nascente. Da sempre infatti Sant'Agnello è considerato protettore dellepartorienti e molti sono i doni ex voto lasciati da famiglie che hanno ricevuto la grazia di poter avere figli, avendo problemi, o figli sani con rischi di malattie gravi.

Rodio festeggia Sant'Agnello per ben tre volte durante l'anno:

  • il 31 maggio, festa votiva che ricorda la prodigiosa cessazione della pioggia che stava distruggendo i vigneti;
  • l'8 agosto, festa solenne, con la partecipazione di pellegrini ed emigrati;
  • il 14 dicembre, festa liturgica.

Da Rodio la devozione si è diffusa nei paesi limitrofi che hanno realizzato statue e celebrano feste in onore del santo Abate. Nel 1979 il capoluogo Pisciotta ottenne dalla competente Congregazione Romana che, accanto agli antichi Protettori Santa Sofia e San Vito, anche Sant'Agnello fosse proclamato suo Patrono, considerata la grande devozione del popolo per questo Santo. A Pisciotta Sant'Agnello si festeggia il 10 agosto ed il 14 dicembre. Nel Cilento molti portano il nome di Aniello o Agnello, o il femminile Anella.

(a cura di Gabriella D'Angelo)

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