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Padula
Il nome di Padula deriva molto probabilmente dal latino medievale Paludem, cioè palude, mediante la trasposizione delle lettere D e L. Infatti in passato nella pianura sottostante si stendeva una palude. L'antica Padula, sita più a sud e in una zona più elevata rispetto all'insediamento attuale, è oggi chiamata "civita" e testimonia la presenza dell'uomo che popolò queste terre fn dal XII secolo a.C. Oggi, solo un tratto di mura, formato da blocchi irregolari e facenti parte dell'antica cinta muraria, sigla l'insediamento originario.
COSE DA VEDERE
La Certosa di San Lorenzo
La Certosa di San Lorenzo, conosciuta anche come Certosa di Padula, è la più grande certosa in Italia, nonché tra le più famose. Nel 1998 è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
E' il più grande complesso monastico dell'Occidente, fondato nel 1306 da Tommaso Sanseverino, su una preesistente gancia benedettina dedicata a San Lorenzo. Ancora oggi la Certosa testimonia la grandiosità di una trascorsa potenza: 52611 mq di estensione complessiva, 13 chiostri, 41 fontane, più di 600 stanze, 1300 metri di portici sorretti da 300 archi, circa 1,5 ettari di superficie nel solo Grande Chiostro (il chiostro più grande del mondo di circa 12.000 mq), 51 scale interne. La pianta, che è a forma di graticola, segue lo schema canonico di ogni altro monastero certosino, distinto in "casa bassa" (destinata ai conversi o laici) e "casa alta" (ulteriormente suddivisa in area cenobitica ed eremitica).
Battistero di San Giovanni in fonte
L'edificio paleocristiano, piccolo gioiello di fede e di cristianità, si caratterizzava per la particolare celebrazione del battesimo che avveniva mediante l'immersione in una vasca attraversata da acqua sorgiva e che durante la celebrazione della veglia Pasquale s'ngrossava prodigiosamente. La pianta originaria è a forma quadrata con arcate in cotto, probabilemente coperta da una cupola e con su i quattro pennacchi tracce di affreschi, raffiguranti gli Evangelisti. Nel XII secolo sulle macerie del Battistero fu eretta una chiesa dedicata al culto di San Giovanni Battista che non ne intaccò la vasca al centro dei due ambulacri.
Chiesa San Michele alle Grottelle
La Chiesa di San Michele alle Grottelle è una caverna-santuario situata sotto la Civita. Le notizie storiche più attendibili fanno risalire l'utilizzo di tale sito religioso già come luogo di culto ad un dio pagano "Attis" signore delle terre, delle acque e dei terremoti. La chiesa fu eretta, con molte probabilità grazie all'iniziativa di un privato.
Consilinum
Recandosi sulla Civita, montagna che sorge alle spalle di Padula, ci si imbatte nei resti dell'antica Consilinum, la fondazione è da datare intorno al XII secolo a.C. Oggi sono ben visibili gran parte delle mura di cinta, con relative torri e molti resti di edifici civili.
Chiesa della SS Annunziata - Ossario dei Trecento
In origine annessa ad un ospedale, era anche sede di un istituto assistenziale che si accudiva i bambini abbandonati (brefotrofio). Di costruzione relativamente recente (ne abbiamo notizie a partire dal 1600), ha dubito nel corso dei secoli molti lavori, che ne hanno completamente modificato la struttura originaria: sia l'ospedale che il brefotrofio, ad esempio, sono stati demoliti (demolizione a cui ha sicuramente contribuito il terribile terremoto del 1857). Nel 1957, in occasione del Centenario della spedizione di Carlo Pisacane, al di sotto della chiesa fù costruito un Ossario, contenente i resti di alcuni dei “Trecento”.
Casa-Museo di Joe Petrosino
Non solo ricordo del poliziotto Joe Petrosino, la sua casa natale, oggi adibita a museo commemorativo, è il simbolo della grande emigrazione meridionale verso l'America, che ha causato al Sud Italia la perdita di valenti uomini e, di conseguenza, ha portato all'accentuazione di un gap tra Nord e Sud che tutt'ora non si è colmato.
Gli oggetti della loro esistenza, le loro abitudini, gli strumenti del loro lavoro, i bagagli delle loro partenze, un emigrato tra tanti, un giovane lustrascarpe che divenne il più famoso detective di Manhattan.
Un doveroso contributo a Petrosino, che per primo intuì i legami tra la mafia americana e le famiglie siciliane, pagando con la vita.
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