Moio della Civitella- informazioni turistiche Hot

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Moio della Civitella è un paese del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano posto alle falde nordoccidentali del Monte Sacro (1705 m), nell'alta valle del torrente Badolato, affluente di sinistra del fiume Alento, a 515 metri sul livello del mare e si addossa alle pendici del monte Civitella (818 m). Sulle pendici della sopraddetta collina Civitella sono stati rinvenuti materiali di epoca groco-lucana e soprattutto dopo gli scavi del 1966 si ci è trovati di fronte ad un vero e proprio insediamento del IV secolo a.C., sostenuto e difeso da poderose mura che appaiono essere di terrazzamento, ma che certamente svolgevano funzione difensiva. Il nome deriva dal latino moggius o modium, moggio (antica unità di misura agraria). La specifica "della Civitella" deriva dal vicino monte Civitella. Di Moio come centro abitato si ha una prima notizia documentata nel 1052 quando apparteneva alla baronia di Novi; il paese ebbe un notevole incremento demografico tra il 1552 ed il 1595. E' probabile che il primitivo insediamento si sia formato attorno alle edicole di San Bartolomeo e di Santa Sofia, come sviluppo di gruppi rurali promossi su queste bene esposte colline ove quei laboriosi monaci avevano impiantato alcuni uliveti.

Uno dei siti archeologici più suggestivi del Cilento interno è, certamente, quello ubicato sulla Civitella, protetto dal fresco ombroso di un fitto e rigoglioso castagneto. Gli Scavi della Civitella riportarono alla luce mura da terrazzamento costituite da grossi blocchi squadrati, frammenti di tegole, vasi, una porta ad arco e varie fondazioni risalenti al IV sec. a.C. Delle diverse porte che consentivano l'accesso all'abitato, una in particolare sul lato meridionale, si è conservata meglio. La porta presenta un complesso sistema di difesa ed è costituita da un lungo e stretto corridoio che accede ad un vano rettangolare che, a sua volta, si restringe nel vero e proprio ingresso chiuso dalla porta di legno di cui rimangono i cardini tagliati nella pietra e la traccia del battente. Sul pianoro centrale del colle è stato esplorato, in piccolissima parte, l'agglomerato di case, di cui si conosce ancora poco la planimetria e l'organizzazione dei vani. Anche la scoperta di uno spiazzo scoperto, basolato, non ha trovato ancora una valida spiegazione e solo un'esplorazione più ampia potrà consentire una lettura complessiva dell'abitato. A breve distanza è stata individuata un'altra struttura, più complessa che, la presenza di un deposito votivo, connota come un edificio di tipo cultuale.

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