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Castelnuovo Cilento
Secondo alcuni il nome del paese deriva dal latino castrum novum, ossia castello nuovo (dove si rifugiavano gli abitanti di un borgo per scampare alla malaria). Secondo altri, invece, il nome deriva da Castrum Novi, in riferimento alla vicina cittadina di Novi. L'aggiunta Cilento è identificativa della zona. Il borgo, denominato Castelnuovo nel medioevo apparteneva al feudo di Agnello di Senerchia, a cui fu tolto per fellonia, passo' poi per vendita ad Antonio Carafa ed da questo ai Damiani ed agli Atenolfi. Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Vallo, appartenente all' omonimo distretto del Regno delle Due Sicilie. Con l'annessione al Regno di Sardegna ha cambiato il toponimo in quello attuale e dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Vallo della Lucania, appartenente all'omonimo circondario.
Cose da vedere
Centro storico
Da visitare il centro storico con le case che recano ancora le scritte “Viva il Re” del 1946 e “Viva la Repubblica”, a testimonianza della fervente campagna referendaria sostenuta in quell’anno. Ritornando indietro di molti anni, ancor prima dell’Unità d'Italia durante i moti rivoluzionari del 1848, fu luogo d'incontro delle numerose colonne d'insorti cilentani.
Il castello
Il castello rappresentava un'architettura militare di difesa e la torre doveva servire come ultimo baluardo difensivo quando le altre parti del castello fossero cadute in mano dei nemici ed è molto indicativo che l'ingresso della torre non è a pian terreno, ma è elevato. Il castello, scomparsa la casa d'Alemagna nel 1469, appartenne a diverse altre famiglie e solo nel 1724 alla famiglia dei marchesi Talamo-Atenolfi, che ne è ancora proprietario. Dal Castello di Castelnuovo Cilento si può ammirare un panorama eccezionale, e si dice che fosse collegato con quello di Velia e con altre fortificazioni del Cilento attraverso cunicoli sotterranei.
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