Giu le mani dal Cilento
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Castelcivita

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Il paese è indicato nei documenti Angioini col nome di Civita Pantuliano mentre in età Aragonese, col nome di Castelluccia, probabilmente per indicare, già dal XIII secolo, un piccolo centro fortificato. Si pensa che la recinzione totale di Castelcivita sia opera di Pandolfo di Fasanella, gran feudatario, il quale la fece costruire per ordine di Carlo I d'Angiò. Il centro storico presenta l'antica struttura di fortezze e infatti è caratterizzato da vie e viuzze che si intersecano tra di loro e da innumerevoli scalini interrotti di tanto in tanto da qualche spiazzo seguendo l'andamento toponomastico del territorio. Interessanti sono i portali architravati in pietra calcarea locale e piperno su cui si possono ancora ammirare gli stemmi di nobili famiglie e pregevoli giochi geometrici. Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Roccadaspide, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Roccadaspide, appartenente al Circondario di Campagna.

Cose da vedere

Grotte di Castelcivita (Grotta di Spartaco)

Le Grotte di Castelcivita sono un complesso di cavità carsiche particolarmente ricche di stalattiti e stalagmiti dalle mille forme. Si estendono per svariati chilometri nel massiccio degli Alburni, ma solo 1,700 m sono accessibili ai visitatori. Sono conosciute anche come Grotte di Spartaco, per via di una narrazione popolare (plausibile ma non appurata) che vide il gladiatore romano sostare in queste cavità, mentre muoveva la rivolta degli schiavi verso Roma.

Mappa e calcolo percorso

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