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Auletta
Secondo una leggenda citata dall'abate Giovan Battista Pacichelli, Auletta sarebbe stata fondata da Auleto, compagno di Enea.
Alcuni storici invece affermano che il termine Auletta sia un fitonimo: dal momento che la zona è piena di ulivi (Olea europaea), si fa derivare il nome proprio da “olea”. Ad avvalorare tale tesi sono stati trovati documenti notarili nei quali la città è nominata come “olibola” nel 1095 e come “olivola” nel 1131.Intorno all’anno Mille, sorsero nel paese molte chiese e l’eremitaggio di San Giacomo sul monte omonimo. All’incirca nella stessa epoca, Auletta era fortificata e ad essa si poteva accedere attraverso tre porte corrispondenti ad altrettante strade: Porta del Castello, Porta del Fiume e Porta Rivelino o Piano.
COSE DA VEDERE
Il Centro Storico
Nel Centro Storico di Auletta, gravemente colpito dal sisma del 1980, vi è una piccola ma caratteristica piazzetta di un fascino ancora intatto, il “largo Santi Quaranta”, da cui si diramano varie stradine anguste e scalette che lo attraversano. Accanto al Castello Marchesale, nella piazzetta detta “Campitello”, si trova la “Chiesa di Santa Maria delle Grazie”, risalente ai primi secoli dopo l'anno Mille, che dal XVIII secolo in poi ha ospitato la congregazione laica della Carità.
Il Castello Marchesale (Scanderberg)
Esso risale al XII secolo, periodo in cui tutto il borgo, entrò a far parte del sistema difensivo del Ducato di Salerno. Ebbe l'attuale impianto solo dopo il 1494, in seguito all'ispezione condotta dall'esperto in fortificazioni Antonio Marchesi. Così risistemato, fu in grado di opporre resistenza agli assalti delle truppe spagnole di Carlo V nel 1535. In epoca normanna, il Castello fu proprietà del conte Guglielmo di Principato (della famiglia degli Altavilla) e di suo figlio Nicola. Successivamente ne furono proprietari i Gesualdo (di cui ci parla l'abate Pacichelli ne “Il Regno di Napoli in prospettiva”, 1702), i Vitilio, i Di Gennaro, i Castriota Scandenberg (eredi dell'eroe nazionale albanese del'400 Giorgio Castriota) e, per successione ereditaria, i Maioli, che sono gli attuali proprietari. Più volte trasformato tra’500 e’600, il Castello finì per perdere l'originaria impostazione militare, conservando solo il torrione cilindrico nell'angolo nord del giardino.
Palazzi Gentilizi
Tra i Palazzi Gentilizi, ricordiamo quello dei signori Carusi, quello dei De Maffutiis, dei Fallace, dei D'Amato, dei Mari (che ospitò Garibaldi nel 1860) dei Gambino e dei Caggiano.
Il Casino dei Monaci
Questa importante costruzione, ancora abitabile e ben visibile a distanza, è stata a lungo dimora estiva dei monaci benedettini. Appartenente oggi alla famiglia Carusi, essa è delimitata da un vasto terreno ricco di vigne e ulivi.
Chiesa di San Nicola di Mira
Questa antica Chiesa, oggi chiesa parrocchiale di San Nicola di Mira era già documentata nel'300 insieme alla Cappella della Circoncisione posta fuori dalle mura. Fu distrutta dal terremoto del 1857 e di essa venne poi ricostruito solo il Campanile, ulteriormente modificato nella parte terminale dopo il sisma del 1980. Al suo interno è conservata una lapide murata del 1750 con un'epigrafe in latino dedicata al nobile e generoso medico De Maffutiis.
Chiesa Santa Maria Assunta
L'attuale Chiesa di Santa Maria Assunta fu edificata tra il ’500 e il ’600 in seguito a una pestilenza che colpì la zona.
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