Giu le mani dal Cilento
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Aquara

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Il nome deriva probabilmente dalla presenza di acque sorgive in zona, difatti anche lo stemma civico raffigura un'amazzone che sorregge due idre (vaso a tre manici), e da una di queste versa dell'acqua.Le sue origini sono molto antiche. Forse fu fondata dai Greci, come attesta il ritrovamento di monete ed altri oggetti dell'epoca, anche se vi sono tracce di un insediamento antico risalente alla fine del IV sec. a.C. Nel Medioevo fu cinta con mura e torri che furono, in parte, distrutte nel 1246. Durante il dominio Aragonese le mura e le torri furono rifatte ed ampliate. Aquara fece parte del Ducato di Benevento e poi di Salerno.Fra i Signori che si alternarono anche il capo della disfida di Barletta, Ettore Fieramosca da Capua, conte di Alessano e di Ottaviano.
Qui visse Padre Ivone, filosofo neoplatonico, i cui scritti sono conservati nella Certosa di Padula.


COSE DA VEDERE

Il castello

Il castello, probabilmente del XII secolo, era cinto da mura e torri, che furono diroccate nel 1246 dall'esercito di Federico II in occasione della congiura di Capaccio. Fu restaurato nel 1251 ed adibito a palazzo baronale da Matteo Comite, signore di Aquara. Fu venduto nel 1894 dalla famiglia Spinelli, già feudataria di Aquara, a Giuseppe Martino ed attualmente è di proprietà degli eredi Russo. Vi è ancora un grandioso cortile con portico, nella cui volta si vedono vari affreschi, ed una fontana monumentale a ventaglio di pietra locale. Nel salone si può ammirare un pregevole caminetto intagliato in pietra locale... in un'altra stanza vi è sulla parete nord una grande aquila in stucco riproducente lo stemma dei Fieramosca. Nella parte settentrionale si possono ancora vedere i resti di un monumentale acquedotto, che portava l'acqua al Castello.

La Villa Romana

A valle di Aquara, in località Madonna del Piano, brevi campagne archeologiche hanno individuato l'impianto di una villa rustica di età romana, di notevole interesse.Lo scavo, condotto dalla Soprintendenza alle Antichità di Salerno, ha interessato un'area piuttosto limitata del complesso, mettendo in luce soltanto alcuni ambienti che non consentono di definire la planimetria e l'estensione della struttura.Le ceramiche recuperate, contenitori per derrate alimentari, ceramiche da fuoco e da mensa, lucerne, permettono di fissare i termini cronologici della villa che, impiantata forse alla fine del I sec.a. C., è rimasta in funzione fino al V sec. d. C. E' però da specificare che al momento la villa romana non è visibile ed i materiali rinvenuti dagli scavi sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum.

Mappa e calcolo percorso

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